Trasmissione televisiva Racconti di Vita

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Trasmissione televisiva Racconti di Vita 2018-04-03T12:06:25+02:00

La sottotitolazione delle trasmissioni televisive

Trasmissione televisiva
Racconti di Vita, RAI-3, dr. Giovanni Anversa

Interviste di Giacomo e Giuliano Pirelli
Roma, 18 maggio 2003


Su invito del giornalista Giovanni Anversa, Giacomo e Giuliano Pirelli hanno partecipato ad una puntata della serie Racconti di Vita dedicata alla disabilità.
Giacomo ha raccontato le sue esperienze per ciò che riguarda il suo approccio al mondo, la scuola, l’università, superando la sua disabilità uditiva; Giuliano ha effettuato una dimostrazione dal vivo della sottotitolazione del proprio intervento, fornendo alcuni spunti in merito agli ausili tecnologici che consentono un migliore inserimento, in particolare la sottotitolazione di lezioni scolastiche ed universitarie, conferenze e trasmissioni televisive.

All’inizio della trasmissione, allestita al teatro di Tor Bella Monaca in Roma, Francesco Baccini ha cantato Mani di Forbice (e successivamente La notte non dormo mai).
A partire dalla canzone, il dr. Giovanni Anversa ha evidenziato come sia più bello un mondo dove le diversità vengono valorizzate e rispettate e di come le persone con disabilità rappresentino uno stimolo migliore per lavorare ad una società più abitabile e vivibile per tutti. Ciò nella convinzione che sia questo il modo migliore per celebrare l’Anno Europeo delle Persone con Disabilità 2003.

E’ stato poi segnalato un concorso per le scuole, promosso dall’Associazione Integrazione di Villaveria di Vicenza e dal Centro Documentazione Handicap di Bologna, dal titolo Chiamatemi per nome, che parte dal concetto: Non voglio più essere conosciuto per ciò che non ho ma per quello che sono: una persona come tante altre.

Con Mattia Muratore, 19 anni, di Monza, che tra un po’ si dovrà mettere sotto per la maturità, si è discusso del suo percorso scolastico, l’adolescenza, le amicizie, gli amori, il bilancio che si sente di fare adesso che ha raggiunto la maggiore età e cosa farà dopo la maturità. Ne è risultata evidente la sua forza nel costruire, in fretta, nonostante la necessità dell’uso della sedie a ruote.

Claudio Imprudente straordinario animatore culturale diversabile ha scritto un libro sul suo modo di affrontare la vita: Una vita imprudente. La sfida della diversabilità è stata raccolta con l’autoironia, aspetto che lo accomuna a Andrea Pedrana, di Torino, del quale vediamo il filmato La giornata di Andrea.

Successivamente il dr. Anversa dice che Cinzia gli aveva scritto una lettere in cui affermava che una persona sorda dalla nascita o divenuta sorda per qualche causa è come se non avesse identità sociale, perdendo giornalmente posizione nei confronti del mondo, creando stizza nell’interlocutore e impazienza. Di questo egli considera che siamo colpevoli tutti, anche se la RAI, attraverso la sottotitolazione che Televideo riserva ad alcune trasmissioni ed all’edizione serale del TG2, rende meno pesante questa esclusione.
Presenta così Giacomo Pirelli, di 23 anni, studente universitario, diventato sordo all’età di tre anni: Giacomo, che è oralista, ovvero un sordo che ha imparato a comunicare seguendo l’espressione labiale, racconta i ricordi della sua infanzia, l’adolescenza, le difficoltà da superare, lo studio, l’università, il rapporto con la società, l’integrazione.

Il dr. Anversa presenta poi il padre di Giacomo, Giuliano Pirelli, funzionario del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea di Ispra, che lavora per l’Istituto per la Protezione e la Sicurezza dei Cittadini occupandosi di nuove tecnologie. Gli chiede come anche lui sia stato cambiato dalla sordità del figlio, contro cosa e chi abbia dovuto conbattere. Mostra il PC portatile portato da Giuliano, che, collegato ai microfoni consentirà di visualizzare in tempo reale ciò che si dirà in trasmissione con un relativo margine di errore nell’emissione del testo scritto e Giuliano dimostra dal vivo l’uso del sistema, sottotitolando il proprio intervento.

A conferma del fatto che le disabilità sensoriali non impediscono di condurre una vita come le altre e di poterne godere tutte le opportunità, come quella di fare sport, viene presentato un filmato di atleta non vedente.

Un ruolo di primo piano nel dare dignità e qualità della vita a tante persone con disabilità spetta alle famiglie che spesso devono lottare non solo contro barriere fisiche e culturali, ma anche con l’indifferenza generale e le burocrazie di ogni tipo. A Elena Ducillo, madre di un figlio con disabilità intellettiva, ma anche insegnante di sostegno, viene chiesto cosa, da madre, deve affrontare ogni giorno; quanto, come insegnante di sostegno, è difficile confrontarsi con altri bambini e altri genitori; chi o che cosa l’ha aiutata di più in questi anni a non perdere fiducia e a continuare a lottare; se è davvero cambiato qualcosa nella vita di tante famiglie che devono affrontare la disabilità.

Un grande attore italiano cone Giorgio Albertazzi ha messo a disposizione la propria arte per realizzare uno spot che è diventato la comunicazione ufficiale della RAI per l’Anno Europeo delle Persone con Disabilità 2003. Viene mandato in onda lo spot, sottolineando quanto si tratti di una comunicazione non pietistica che arriva proprio al cuore della questione: ciò che non siamo in grado di vedere nell’altro.

Viene quindi chiesto a Carlo Romeo, responsabile del Segretariato Sociale RAI, se per l’appunto il messaggio sia stato comunicato in piento e su cosa si impegnerà soprattutto il Segretariato Sociale in questo anno di particolare attenzione alla disabilità.

Infine, in chiusura, un grande musicista come Michel Petrucciani, raccontato da Massimo Cotto ne La memoria di Hobo, con un filmato di una sua brillante esecuzione al pianoforte.